La verità sull’imparare l’inglese

Diciamoci la verità: prima di trasferirmi a Edimburgo ero convinta di sapere l’inglese. Sono cresciuta con e su internet, ho passato gli anni dell’università a guardare Doctor Who in lingua: la mia capacità di poter parlare di sonic screwdriver (o cacciavite sonico) doveva bastare da sola a rendermi madrelingua. Ci sono rimasta malissimo quando ho scoperto che la gente non mi capiva nemmeno se chiedevo una borsa di plastica da cinque centesimi al supermercato!

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David Tennant nei panni del Decimo Dottore con il Sonic Screwdriver, o Cacciavite Sonico

Rimessi insieme i pezzi d’orgoglio ferito, ho però iniziato a realizzare i seguenti fatti:

1. Non dare per scontato che i madrelingua siano disposti a farti da insegnanti

Prova a immaginarti la cosa a parti invertite: tu saresti disposto a passare la vita a correggere l’italiano di un migrante? Se anche tu, come me, sei animato da spirito di insegnamento e fratellanza e rispondi – voglio sperare in buonafede – di sì, sappi che non tutti sono come te. Molta gente si spazientirà se non capirai qualcosa alla prima occasione, specialmente in ambito lavorativo, altra potrà alzare gli occhi al cielo, altra ancora – pur con tutta la buona volontà del mondo – non saprà comunque esserti d’aiuto perché ignora la grammatica della propria lingua (di nuovo, a parti invertite: tu sapresti dire quando si usa il condizionale e quando il congiuntivo?) e alla tua richiesta di spiegazioni non saprà dirti granché. Ho avuto una manager scozzese, meravigliosa sotto ogni altro punto di vista, che aveva uno spelling disastroso e faceva correggere a me i suoi manager report.

Cosa puoi fare: se hai delle basi grammaticali accettabili (sai parlare al passato, al presente e al futuro) ti consiglio un corso di qualcosa che ti piace, frequentato prevalentemente da madrelingua. Le biblioteche solitamente organizzano (gratis!) laboratori di scrittura o club del libro, la gente che ci va non ha tutta la fretta che potrebbero avere i tuoi colleghi di lavoro e di solito, vedendoti mettere in gioco, sono disposti a darti una mano. Se sei a Edimburgo ti consiglio anche l’associazione The Welcoming, dove fanno corsi di inglese gratuiti e organizzano attività assortite per aiutare i nuovi arrivati a integrarsi.

2. Se parli con gente che non ha un livello migliore del tuo, difficilmente migliorerai.

La prima cosa che mi ha scioccato a Edimburgo è stato vedere come il primo manager del primo negozio in cui ho lavorato scrivesse in inglese: nel primo messaggio che mi ha mandato non sono riuscita a trovare una frase che stesse in piedi. Mostrato lo screenshot a un’altra amica italiana, emigrata a Cambridge, mi è stato risposto che è normalissimo che la gente, senza contatto con madrelingua o con persone con un livello buono dell’inglese, ripeta per anni strutture sbagliate e non impari mai davvero a scrivere. Andando avanti, mi sono resa conto che molti di noi imparano il necessario per farsi capire nella vita di tutti giorni, ma per molto tempo ci trasciniamo dietro errori grossolani e incomprensioni. Questo, sul lungo periodo, è un problema perché ti rende complicato accedere a lavori migliori – a meno che tu non abbia mirabolanti esperienze e/o qualifiche e non debba relazionarti con il prossimo costantemente.

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Così scriveva il manager del primo negozio in cui ho lavorato a dicembre 2018, dopo due anni e mezzo a Edimburgo. Io invece ero arrivata da circa una settimana e ancora credevo di essere più brava di Robert Burns. 

Cosa puoi fare: di nuovo, cerca di relazionarti con dei madrelingua o con delle persone che hanno un buon livello di inglese – e che, preferibilmente, non parlino la tua lingua madre o un’altra lingua che conosci meglio dell’inglese. Visto che in molti dei lavori da salario minimo è difficile trovarli (dipende molto dalla compagnia per cui lavori), se non hai un disperato bisogno di lavorare fin da subito considera l’ipotesi di lavorare part-time per iniziare e iscriverti a un corso di qualcosa (non è detto che sia inglese, può essere anche semplicemente qualcosa che ti interessa imparare) presso il College o l’Università. Se, come me, vuoi o devi lavorare full time fin da subito, cerca di integrare guardando contenuti in lingua (lodato sia Netflix), leggendo libri e giornali. Poniti come obiettivo quello di studiare per una certificazione di inglese, se ti serve un incentivo in più per la grammatica – puoi impararla anche in maniera olistica, se hai contatto quotidiano con madrelingua, ma i tempi si allungano esponenzialmente.

3. Tutti hanno un accento: fino a che non ostacola la comprensione, non è un problema

In un anno nel Regno, non ho mai sentito nessuno parlare il così detto BBC English, quello che in teoria dovrebbe parlare la regina. In compenso, dopo aver lavorato in un gift shop nella più turistica strada di Edimburgo, ho imparato a riconoscere da un Hello gli statunitensi, gli australiani e, fra i britannici, chi non è scozzese. Al momento sto imparando a capire chi è di Edimburgo, chi di Glasgow, chi delle Highlands: con un po’ di approssimazione, di solito ci indovino sempre. Se io, che sono straniera e non ho mirabolanti capacità linguistiche, in cinque mesi ho imparato a identificare la maggior parte degli anglofoni, come posso pensare che gli anglofoni non riconoscano il mio accento italiano? Ricordo che all’inizio ci rimanevo piuttosto male, se dopo cinque parole mi chiedevano se fossi italiana, ma adesso mi limito a sorridere e a dire che sì, lo sono – con un po’ di orgoglio, perché mi sto sentendo più italiana qui che in patria.

Cosa puoi fare: se il tuo accento è troppo forte e ostacola l’altrui comprensione (i miei primi mesi in Scozia io ho vissuto la situazione paradossale in cui più o meno capivo loro, ma loro non capivano me) cerca di imitare l’accento delle persone che hai intorno: all’inizio ti sentirai idiota, ma ti giuro che funziona. Se hai un po’ di tempo libero, registrati – o tortura i tuoi amici con messaggi vocali in inglese, che riascolterai, capendo più precisamente cosa dici di incomprensibile o strano. Prova a scrivere in inglese con la composizione vocale: se Google ti capisce, dovrebbero farcela pure gli altri. Nel mentre, impara a fare lo spelling: sembra scontato saperlo fare dalle scuole elementari, ma io quando sono venuta qui non mi ricordavo l’alfabeto.

Per concludere, è sempre utile ricordare che l’inglese non è solo una competenza, o una skill, ma è una lingua. Come tale, è viva e non finirai mai di impararla, nemmeno vivendo qui tutta la vita. Conosci forse tutte le parole presenti nel dizionario italiano? Ovviamente no! Ama, ridi, pensa, lavora e divertiti in inglese: cercare di arrivare al bilinguismo è un viaggio, tanto vale divertirsi lungo la strada.

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